Mondo: Fukuoka febbre gialla

03 Dicembre 2018

La maratona dell'isola di Kyushu torna a un giapponese dopo 14 anni. In USA titolo di maratona donne all'esordiente Emma Bates e primi vagiti della stagione indoor. 


 

di Marco Buccellato

Nella lunga storia della maratona di Fukuoka, la prima edizione risale all'immediato dopoguerra, un vincitore giaponese mancava da 14 anni. L'ultimo a vincere la classica dicembrina del Sol Levante fu Tsuyoshi Ogata, che fu nel 2005 anche l'ultimo specialista giapponese a salire su un podio mondiale e/o olimpico, terzo ai mondiali di Helsinki. La Fukuoka Marathon vanta un corollario di vincitori di gran nome: atleti che si sono laureati campioni olimpici di maratona, come l'etiope Abera e il keniano Wanjiru, o primatisti mondiali come Haile Gebrselassie. L'onore dell'inserimento nell'albo d'oro di Fukuoka (al link i risultati)è toccato ieri a Yuma Hattori in 2h07:27, quarto crono all-time di un nativo, che ha costruito il successo a sei chilometir dal traguardo lasciando la compagnia dell'etiope Yemane Tsegay, vicecampione del mondo 2015, alla fine secondo in 2h08:54.

INVASIONE - Hattori arricchisce un bilancio eccezionale per il Giappone nelle maratone del 2018. Due record asiatici, con Shitara a Tokyo (ieri quarto in 2h10:25) e Osako a Chicago, cinque specialisti sotto le 2h08, ben sedici sotto le 2h10. Decimo il popolarissimo Yuki Kawauchi, all'undicesima 42km stagionale di cui cinque vinte con il successo di Boston a fare da perla, ritirato il campione del mondo 2015 Ghirmay Ghebreslassie.

ANCORA PISTA - Dopo la sbornia dell'Hachioji Distance Meet a Machida, situata nell'area occidentale di Tokyo, il calendario giapponese offre ancora attività in pista con discreti risultati: a Yokohama, è di sabato il 27:47.19 di Daniel Muiva Kitonyi che ha preceduto il connazionale James Rungaru (27:48.59). Ancora Kenya sui 5000, maschili con Bernard Koech (13:27.37) e femminili con la 17enne Martha Mokaya (15:20.27). Vittoria keniana anche nella 10 miglia di Kosa, con John Muritu Wanjiku (45:56) di un solo secondo su Taku Fujimoto (45:57).

I CAMPIONI U.S.A. - Campionati USA di maratona a Sacramento. Esordio sulla distanza e successo netto di Emma Bates in 2h28:19 davanti a Stephanie Bruce (2h29:21, personale migliorato dopo sette anni e a un mese dall'undicesimo posto a New York). Il semisconosciuto Brogan Austin, con una sola 42km nelle gambe di due anni e mezzo fa, ha vinto il titolo uomni in 2h12:38 rimontando il leader Matt Llano (2h12:59, a 30" dal personale).

Nell'infinita raccolta 2018 di crono superlativi nelle 42km femminili, il campionato USA ha offerto un quadro positivo del movimento, con altre tre atlete a 2h30 e quattro ancora sotto le 2h34, che allungano lo sterminato elenco mondiale a quota 325, eclissando il massimo limite che risaliva all'anno scorso (301 atlete a 2h34 o meno).

WANDERS STRISCIA VINCENTE - Dopo i successi di Bulle e Basilea arriva il tris per il primatista europeo U23 di mezza maratona Julien Wanders, primo anche alla classica Escalade di Ginevra (7,32km) con ben 13" sul keniano Frederick Kipkosgei Kiptoo 30" sul primatista svizzero di maratona Tadesse Abraham. Tra gli altri battuti di nome, i francesi Carvalho e Kowal, il marocchino Bouqantar e l'etiope Daba. Successo donne alla etiope Tola, sesta nella Berlin Marathon quest'anno e di casa in Svizzera. Altra classica del weekend, la Montferland Run di Heerenberg, in Olanda (15km) vinta dall'ugandese Stephen Kissa (43:21) con quarto il campione europeo di maratona Naert (43:47) e da Joan Chelimo Melly, terza performer mondiale stagionale di mezza maratona, prima in 48:44 con oltre 30" sulla seconda, l'etiope Gudeta.

OBIRI RULES - La keniana iridata sui 5000 Hellen Obiri ha vinto in carrozza il cross di Ol Kalou in Kenya, secondo step del circuito nazionale, precedendo atlete di valore quali Beatrice Mutai e soprattutto Alice Aprot Nawonuna. Tra gli uomini, ben tre "Bett" tra i primi sei: il più noto, Emmanuel, ha vinto con tre metri di vantaggio su Leonard Kirui.

LUNGO CHILOMETRAGGIO - A Melbourne i campionati australiani di marcia sui 50 chilometri. Assente dell'ultima ora Jared Tallent, successo del brasiliano Caio Bonfim in 3h55:24. La moglie di Tallent, Claire, ha vinto il primo titolo della storia dell'atletica australiana sui 50km in 4h28:52. Detiene il primato nazionale in 4h09:33, al momento quinta prestazione mondiale all-time.

INDOOR, SI PARTE - Apre i battenti la stagione indoor 2019 con i primi meeting negli Stati Uniti. In evidenza le mezzfondiste africane sui 5000 metri a Boston, con tripletta firmata da Ednah Kurgat (15:14.78), l'eritrea Weini Kelati (15:15.24, primato nazionale) e l'altra keniana Sharon Lokedi (15:15.47). La quarta è la statunitese Allie Ostrander, il cui 15:16.38 la proietta nella top ten USA di sempre al coperto.

PREVIEW, SAITAMA - In arrivo domenica prossima la Saitama Marathon giapponese, con rinuncia della favorita etiope Workesh Debele ma adesione dell'ultima ora della quarta degli Europei, la bielorussa Damantsevich, e dell'altra etiope Fatuma Sado. Tra le atlete di primo piano, Shitaye Eshete per il Bahrain, prima a Amburgo quest'anno e prima alla mezza maratona di Napoli in febbraio.

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