Parigi: un triathlon per Mayer

27 Aprile 2017

Il 1° luglio a Charlety, l'argento olimpico del decathlon sarà protagonista di un inedito trittico di prove (110hs, lungo e giavellotto) nella settima tappa della IAAF Diamond League

di Giorgio Cimbrico

Per i multipli nei meeting non c‘è spazio. Non è vero, perlomeno, non è vero in assoluto: basta pensare a quando Ashton Eaton deliziò il mondo - e mise in imbarazzo gli specialisti - nel suo anno sabbatico sui 400hs o a qualche prova generale di decatleti impegnati nelle loro specialità di parata, nelle loro gare da acuti: di solito i 100, il lungo, in qualche caso l’alto.

A Parigi, per il meeting del 1° luglio a Charlety (settima tappa della IAAF Diamond League), hanno studiato qualcosa che potrebbe trovare l’approvazione di Sebastian Coe, alla ricerca di vie nuove, soluzioni allettanti, idee divertenti. Un triathlon dentro le due ore dello spettacolo, per dare uno spazio meritato al miglior atleta che la Francia oggi possa schierare: Kevin Mayer.

Il biondo di Argenteuil, 25 anni a febbraio, di vocazione multipla sin dalla più tenera età, compare sul manifesto che riunisce le stelle bianche e nere del paese dei Galli e ne ha avuto anche uno tutto per sé, oltre a un breve filmato in cui invita il pubblico a non mancare alla prova generale per i Mondiali di Londra dove Kevin, dopo l’inopinato ritiro di Ashton Eaton, reciterà da favorito. Chi organizza, promette che Mayer avrà avversari importanti: uno potrebbe essere il canadese Damian Warner, secondo a Pechino 2015, terzo a Rio, giusto dietro Kevin, campione in carica del Commonwealth e capace di andare a segno a Gotzis, che al decathlon sta come Wimbledon al tennis e Twickenham al rugby.

Gare previste, 110hs, lungo e giavellotto, in questa successione. Mayer parte in potenza da 2775 punti: sulle barriere ha 14.01, nel salto in estensione è arrivato a 7,65 e nel tiro della lancia stilizzata ha toccato 66,09. Di qui all’appuntamento parigino, questi dati potrebbero subire variazioni verso l’alto: dopo aver conquistato a Belgrado il titolo europeo indoor con il nuovo record continentale nel pentathlon portato a 6479 punti, a metà aprile, all’isola di Reunion, dove si è allenato in compagnia di Antoinette Nana Dijmou e di Katarina Johnson-Thompson, Kevin ha voluto qualche verifica agonistica: 48,44 di disco, a mezzo metro dal record personale; 21.76 nei 200, pb stracciato di mezzo secondo; 2,06 nell’alto, con rincorsa ridotta, a 3 centimetri dalla sua miglior cifra. Non male come assaggio.

A parte il buon picco nell’asta (5,40), il francese è un capolavoro di punteggi equilibrati: non corre i 100 in 10.30 né i 400 in 46 secondi, non salta oltre gli 8 metri, ma non ha un buco, neppure nei 1500: 4:18 non è male. A Rio, con 8834 punti (a 49 punti da Eaton) è salito alla sesta posizione nell’aristocrazia di tutti i tempi. Per rimanere nella dimensione degli 8000, a 13 punti da Daley Thompson, a 57 da Dan O’Brien, a 160 da Tomas Dvorak. Nel regno dei 9000, come è noto, hanno avuto accesso soltanto Roman Sebrle e Eaton che questa barriera ha saputo infrangere in due occasioni. Kevin ha il tempo e le occasioni per trasformarsi nel Terzo Uomo.

SEGUICI SU: Instagram @atleticaitaliana | Twitter @atleticaitalia | Facebook www.facebook.com/fidal.it



Condividi con
Seguici su: