Marcia, Piergiorgio Andreotti e le sue 1300 gare

14 Giugno 2021

Il portacolori M80 di Kronos Roma è un'istituzione: ''Ho percorso 170mila km in marcia e concluso 1300 gare, l'ultima in Lituania l'11 giugno''. Una carriera eccezionale 'benedetta' da zio Giulio

 

Lo dice con orgoglio, e ne ha ovviamente tutti i motivi: “Lo scorso 11 giugno scorso in Lituania ho finito la 1300esima gara di marcia della mia carriera”. Piergiorgio Andreotti ha 80 anni (ne compie 81 il prossimo 20 dicembre) e pochi giorni fa, nell’ennesima trasferta, ha corso l’ennesima gara di marcia. Sui social la sua filosofia su questa disciplina - tanto amata quanto particolare - viene inserita in discussioni tra appassionati e praticanti.

Piergiorgio è un’istituzione: “In vita mia ho percorso 170mila km e l’11 giugno scorso ho portato a termine la gara numero 1300. Attenzione: non di partecipazioni, ma si tratta di gare completate”. Ben 170mila km: non parliamo del tachimetro di una macchina, ma della distanza percorsa in una vita di sport da questo 80enne romano innamorato dell’atletica, che da giovane ha indossato la maglia delle Fiamme Gialle – società che nella marcia ha grande tradizione – e ora è tesserato per la Kronos Roma (altra realtà capitolina che di marcia se ne intende).

“Mi allenavo dalle 4 alle 6 del mattino in via Piccolomini – ricorda Andreotti – davvero un bel posto”. Allenamenti di primissima mattina necessari per andare al lavoro. Trent’anni in banca. Stella d'argento Coni da dirigente, Piergiorgio Andreotti, vanta una sfilza di trofei che elencarli tutti sarebbe impossibile. Come è impossibile elencare tutti i primati personali che arricchiscono la sua scheda FIDAL (QUI I DETTAGLI).

Il marciatore master M80 della Kronos (ex Atletica Lonato e Marcia Club Centro Lazio) ha un parente molto famoso: Giulio Andreotti, sette volte Presidente del Consiglio e 32 volte ministro, scomparso il 6 maggio 2013. “Quando sono nato, nel 1940, mio padre (Francesco, fratello maggiore di Giulio, ndr) era in Africa per la Guerra, mentre io ero a Roma con mia madre e mio zio, a cui ero molto legato. Spesso, qualche anno dopo, con zio Giulio ridevamo e gli dicevo: ‘Forse, quando ero piccolo, mi hai detto farai tanta strada', altrimenti non si spiegherebbero tutte queste gare di marcia”. Evidentemente sì, zio Giulio Andreotti lo aveva benedetto indicandogli la via. Da affrontare tutta in marcia.

Christian Diociaiuti




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